Chi è Online

Al momento non ci sono utenti online

Che cos’è?

SHARING ECONOMY

un sistema economico in cui le attività o servizi sono condivisi tra individui privati, gratuitamente o a pagamento, solitamente tramite l’uso di internet. Per Wossokow (2014) la sharing economy è una piattaforma online che aiuta le persone ad avere accesso ad attività, risorse, tempo e competenze, a sottolineare una caratteristica fondamentale della “sharing economy” l’alto livello di “disintermediazione” nella transazione tra fornitori e fruitori finali.

 

QUALI SONO I MODELLI DI SHARING ECONOMY?

1. Gift economy: offre accesso o riuso dei beni, competenze, servizi sotto forma di scambio non mediato dal denaro. No-profit. Es. Scambio di casa, couchserfing

2. Peer to peer economy: offre l’opportunità di costruire un bene condiviso a cui ognuno partecipa come può. No-profit. Es. Wikipedia

3. Rental economy: offre accesso a beni, competenze, servizi, in cambio di una ricompensa di denaro. Profit. Es. Airbnb

4. On demand economy: mette in contatto clienti che vogliono un bene immediato. Non c’è collaborazione (la piattaforma stabilisce il prezzo e seleziona il personale) Profit. Es. Uber

SOCIAL BUSINESS

L’impresa sociale è un’ impresa creata per scopi di utilità sociale, e non per profitto privato. È un tipo di attività il cui obiettivo è di affrontare i problemi sociali o ambientali specifici in modo finanziariamente auto-sostenibile. Gli investitori hanno infatti diritto al solo capitale originario del proprio investimento e gli utili generati dall’impresa sociale sono riutilizzati nella stessa o in altre attività sociali o in attività di utilità sociale. Quindi, anche se l’impresa sociale per molti aspetti è simile ad una normale attività commerciale, il suo scopo non è quello di massimizzare i vantaggi per gli azionisti, ma di generare benefici sociali ed ambientali attraverso (i) la massimizzazione delle opportunità di lavoro e reddito per tutti i soggetti coinvolti nella catena della produzione commerciale, inclusi i micro-imprenditori, con particolare attenzione a gruppi vulnerabili, come le donne o la popolazione rurale, e/o (ii) adattare prodotti o servizi per risolvere problemi sociali o ambientali specifici.

DISRUPTIVE INNOVATION

È una innovazione tecnologica che irrompe all’interno delle imprese tradizionali introducendo nuovi paradigmi come la semplificazione, la democratizzazione, l’accessibilità e la riduzione dei costi delle innovazioni. Alcuni esempi sono il Personal Computer, Facebook e Ryanair.

COLLABORATIVE CONSUMPTION

Il consumo collaborativo è l’uso condiviso di un bene o servizio da parte di un gruppo; si differenzia dal tradizionale consumo di mercato in quanto il costo di acquisto del bene o servizio non è sostenuto da un solo individuo ma è diviso all’interno di un ampio gruppo e quindi il costo di acquisto del bene viene recuperato attraverso lo scambio o l’affitto. Alcuni esempi sono Airbnb (scambio di appartamenti), BlaBlaCar (condivisione di auto), GAS (gruppi di acquisto solidale), la Banca del tempo (scambio di competenze) piattaforme e spazi di co-working.

COLLABORATIVE LEARNING

L’apprendimento collaborativo è un approccio educativo all’ insegnamento che coinvolge attivamente gli allievi nella risoluzione di un problema o nel completamento di un compito in una situazione fra pari. Questo scopo può essere raggiunto dando ai partecipanti un compito che devono risolvere attraverso diverse strategie come il lavoro di squadra, la ricerca sul campo, le visite di studio, i business games e molte altre attività creative. Il punto focale è che chi apprende è al centro dell’attenzione e la sua partecipazione è interattiva. Alcuni esempi di “Collaborative learning” sono Wikipedia e i MOOC.

COLLABORATIVE FINANCE

La finanza collaborativa descrive una categoria specifica di transazioni finanziarie che si verificano direttamente tra individui, senza l’intermediazione di una tradizionale istituzione finanziaria. Questo nuovo approccio alla gestione informale delle transazioni finanziarie è stato prodotto dall’avanzamento tecnologico dei social media e delle piattaforme online di scambio e apprendimento fra pari. Alcuni esempi di “collaborative finance” sono il crowdfunding, la crowd-sourced equity, il prestito tra pari ed i mini-bond.

COLLABORATIVE GOVERNANCE

La governance partecipata è un concetto che affronta il processo di creazione, coordinamento, facilitazione, funzionamento e monitoraggio delle modalità organizzative intersettoriali per affrontare le questioni della politica che non possono essere affrontate con facilità da una sola organizzazione o da un solo settore pubblico. Questa modalità di governance si concentra su questioni pubbliche e porta i molteplici attori dei diversi settori ad unirsi con l’impegno comune di trovare una soluzione orientata al consenso, al problem solving e al processo decisionale, al fine di sfruttare e sviluppare le caratteristiche e le risorse di ognuno (UNCG Collaborative Capacity Work Group, Working Draft, January 12, 2012).

COHOUSING

È una forma di abitazione collettiva che ha determinate caratteristiche: un design “di contatto sociale” dove gli oggetti fisici incoraggiano un forte senso di comunità; ampie strutture comuni come parte integrante delle aree comuni della comunità; coinvolgimento dei residenti nel reclutamento, produzione e processi operativi; stili di vita di collaborazione che offrono interdipendenza, reti di sostegno, socialità e sicurezza (McCamant e Durrett 1994, Williams, 2008).

COWORKING

Il coworking è un modo di lavorare in cui i lavoratori si riuniscono in un luogo condividendo valori, informazioni e conoscenze grazie alla comunicazione e la collaborazione, in base a regole condivise (UDA, 2013)

ETHICAL FINANCE

La finanza etica considera l’accesso al credito come un diritto umano. Le istituzioni considerano le conseguenze non-economiche delle loro operazioni importanti quanto le conseguenze economiche. L’attività si basa su una comunicazione completa e trasparente di informazioni nei confronti delle parti interessate e su una particolare attenzione all’ ambiente, ai diritti umani, alle questioni sociali e alla società (Baranes, 2009).

NONTRADITIONAL ECONOMY

È principalmente associata all’economia sociale e solidale, a seguito dei principali fallimenti del sistema del mercato puro e del laissez-faire praticato negli ultimi decenni.

SOCIAL ECONOMY

L’Unione Europea definisce l’ economia sociale come una parte significativa dell’economia in cui i soggetti hanno lo scopo di fare profitti per le persone diverse da investitori o proprietari. L’economia sociale comprende cooperative, mutue, associazioni senza scopo di lucro, fondazioni e imprese sociali, gestisce un ampio numero di attività commerciali e fornisce una vasta gamma di prodotti e servizi (http://ec.europa.eu/growth/sectors/social-economy/index_en.htm~~number=plural)

THIRD SECTOR

Dopo il settore pubblico e quello privato, rispettivamente il primo e il secondo, il terzo settore è formato da organizzazioni non-governative che reinvestono principalmente il proprio surplus in obiettivi sociali, culturali e ambientali; questo include il volontariato, le organizzazioni comunitarie, le organizzazioni di beneficienza e le cooperative.